Alla nuova edizione di LAFONTE Park, domenica 10 settembre, si possono provare nove diverse discipline del benessere, tra le quali quattro massaggi novità. Debutta anche il laboratorio di Psicomotricità per i bambini
Da domenica 18 febbraio il corso di livello base rivolto a tutti. L'insegnante Elisabetta Fumagalli: "Attraverso la stimolazione delle zone riflesse la tecnica è in grado di riportare equilibrio in tutto il corpo"
Sabato 3 febbraio mattinata di pratica ad offerta libera per allievi, operatori di altre scuole e per chi vuole conoscere il trattamento. Formazione di primo e secondo livello anche in primavera
All'evento di domenica 14 maggio ad Azzano San Paolo presente anche la scuola con discipline che diventeranno corsi nella stagione formativa 2023-24. Da provare ad offerta libera
l loro fascino è indiscutibile, ma i cristalli possono diventare anche strumenti di benessere e crescita personale. È il campo della cristalloterapia, disciplina alla quale la scuola LAFONTE dedica un corso base in otto incontri, il lunedì dalle 20 alle 23, dal 13 gennaio. «L’utilizzo o l’applicazione di cristalli sul corpo – dice il docente Andrea Leurini – produce cambiamenti fisici, emozionali ed evolutivi. Abbinando l’essere umano al cristallo si innesca un meccanismo, un percorso di lavoro chiaramente percepibile».
A chi fatica a pensare che si possa entrare in relazione con elementi considerati tra quanto di più solido e stabile presente in natura, Leurini chiarisce: «Il cristallo è un minerale duro, palpabile, concreto ma, come tutti gli altri corpi fisici, è fatto da spazi vuoti e pieni. Tra le molecole e gli atomi dei cristalli ci sono spazi vuoti attraverso i quali passa l’energia emessa, che vibra e interagisce con l’essere umano, con gli ambienti, con l’acqua. L’abbinamento di un cristallo ad una condizione, supportato dell’intenzione, genera un cambiamento, un risultato diretto e immediato».
Il modo migliore per rendersene conto è sperimentarlo ed è l’approccio scelto per il corso. «Il programma prevede una parte teorica, con la presentazione di 20 cristalli e delle acque di gemma, ossia delle vibrazioni dei cristalli nelle acque – racconta il docente – ma la gran parte del lavoro è di tipo esperienziale, l’unico modo, in fondo, di conoscere e capire i cristalli. Lo si fa in maniera semplice, si sceglie un cristallo e si vede cosa succede: si valuta l’interazione, se il cristallo attira o respinge, perché cristalli diversi producono effetti diversi e via dicendo. Attraverso le sfumature cromatiche si attiva un percorso di conoscenza e consapevolezza personale». «Si verifica che il blu calma – chiarisce con degli esempi -, che il verde ha effetto sul respiro e che l’arancione dà sostegno. Conoscere le proprietà delle pietre avvia un processo di analisi interiore, ci si rende conto di cosa si ha più bisogno».
L’evidenza, insomma, guiderà le serate insieme con l’interesse dei partecipanti a sperimentare gli effetti dei cristalli. «Obiettivo del corso non è portare allo scoperto le persone, la loro vita privata – tiene a precisare Leurini -, gli incontri vogliono essere un primo stimolo per rendersi conto di quanto si può fare con i cristalli».
Sono consigliati abiti comodi, un cuscino, una coperta e materiale per appunti. È possibile portare i propri cristalli per condividere domande e curiosità.
Dal 29 ottobre, per sette venerdì, serate pratiche con Giusy Fabbri per conoscere e riequilibrare i centri energetici
Sabato 29 aprile, al Turani di Bergamo (Redona) dalle 10 alle 12, l'iniziativa che permette a tutti di conoscere le due discipline orientali della salute. L'evento si svolge in più di 80 nazioni.
Un viaggio da Nord a Sud della Thailandia, tra tecniche antichissime che agiscono sul corpo, sull’energia, sul respiro e le emozioni.
Il corso di massaggio Thailandese alla scuola LAFONTE nasce da studi, formazione sul campo e lunga esperienza didattica, che permettono di portare a tutti un efficace strumento di benessere. La nuova edizione parte nel fine settimana del 16 e 17 novembre. Illustra il percorso l’insegnante Daniela Guerinoni.
Cosa caratterizza il massaggio thailandese?«Rispetto ad altre discipline proposte dalla scuola è una pratica più dinamica e fisica che sottile. Risulta utile per lavorare su blocchi e contratture, permette di migliorare elasticità e flessibilità e di ristabilire il fluire dell’energia vitale. Si esegue a terra, su futon o materassini, vestiti con abiti comodi. È valida e completa di per sé, ma si può integrare in altri trattamenti che non utilizzano lettino e oli, come lo shiatsu, se è necessario allentare le tensioni del ricevente, ad esempio».
«Come detto, è una risorsa ulteriore per chi ha già una formazione – o una professione - nel massaggio ma va benissimo anche per avvicinarsi al mondo dei trattamenti e per chi semplicemente vuole fare proprio uno strumento di benessere per sé ed i propri cari. Partiamo infatti da zero. Il percorso è suddiviso in tre moduli, ognuno attinge ad una diversa tradizione del massaggio thailandese. Chi partecipa a tutti e tre i corsi riceve l’attestato di Operatore Thailandese».
«Cominciamo con il Thai Yoga (tre fine settimana, nei mesi di novembre e dicembre), una pratica che arriva dall’area di Bangkok e dal Sud della Thailandia e che unisce stretching, sblocchi articolari, digitopressioni statiche e allungamenti. Nella successione dei movimenti il massaggiato raggiungere anche alcune posizioni yoga che aiutano la libera circolazione dell’energia. Il Thai Nerve Touch (quattro weekend programmati da febbraio a maggio) è invece uno stile del Nord, della città di Chiang Mai, e le digitopressioni sono “a rullo”, con l’effetto di sciogliere muscoli e nervi liberandoli da tensioni e contratture. A metà del percorso è collocato il modulo Thai Oil massage (nel fine settimana del 18 e 19 gennaio) che si esegue su lettino con oli profumati ed è caratterizzato da frizioni e pressioni che vanno a stimolare gli Sen, linee invisibili che si diramano in tutto il corpo, riequilibrando l’energia che scorre in essi».
«I “canali” in questo caso si chiamamo Sen e attraverso le manovre, le manipolazioni e il respiro si facilita la risoluzione dei blocchi e lo scorrimento del flusso vitale e delle emozioni».
«In Thailandia questa sorta di ginnastica passiva viene utilizzata in ambito sportivo sia nella preparazione sia dopo la pratica. Diciamo che è interessante in tutti quei casi nei quali è rischiesto di sciogliere ed allungare la muscolatura e lavorare su tensioni e contratture, come mal di schiena, al collo, alle gambe».
«Muovendosi ed effettuando le manovre sul ricevente anche chi tratta mette in atto allungamenti, stretching e posizioni statiche di yoga ed esercita la propria elasticità e flessibilità. È un massaggio che fa benissimo anche a chi lo esegue. Due risultati con una sola pratica, non male, vero?»
Le posizioni sembrano intense…«Che sia doloroso è una convinzione purtroppo diffusa, ma del tutto errata. L’operatore procede per gradi, rispettando i limiti del ricevente. Ovviamente, perché sia efficace, il trattamento si deve sentire, ma non è mai invasivo né effettuato senza controllo. L’intensità è sempre regolata in base alla situazione e la sessione può essere interpretata anche in chiave rilassante. Lo stesso discorso vale per l’operatore. Non deve necessariamente possedere un fisico atletico, ma accettare di mettersi in gioco, adattarsi al ricevente e lavorare allo stesso modo sulla propria scioltezza e sullo scorrere dell’energia e del respiro. Per questo motivo non ci sono limiti di età per praticarlo».
«È un’immagine falsa dovuta alla scarsa conoscenza della materia e a “centri massaggi” con altri fini. Come abbiamo visto, la pratica è tutt’altro ed è un peccato che debba scontrarsi con questa visione. Sul corso ho lavorato a lungo, approfondendo in Thailandia le tecniche e le teorie che le sorreggono. È un patrimonio ricchissimo, con applicazioni interessantissime, che con il corso vogliamo valorizzare».
Domenica 18 settembre c’è LAFONTE PARKche permette a tutti diprovare, in sessioni di trenta minuti ciascuna, le principali tecniche di benessere bionaturale
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