Secondo Maurizio Curtaz, fondatore e responsabile della didattica, l'immagine delle "Nozze di Porcellana" ben descrive la storia della scuola: «Avevamo un sogno bellissimo, ma eravamo fragili. Siamo cresciuti e ci siamo rafforzati grazie al sostegno di tutte le persone che abbiamo incontrato»
Il fine settimana residenziale, che ha chiuso le annualità 2024-25 dei corsi di Shiatsu della scuola LAFONTE, oltre alle tante emozioni degli allievi, degli assistenti e degli insegnanti per il percorso insieme e per i traguardi raggiunti, ha vissuto un momento speciale in più. Una bella torta, al termine del pranzo della domenica nella struttura che ha ospitato l’evento, la scuola Apostolica del Sacro Cuore, ad Albino (BG), ha festeggiato i vent’anni dell’Associazione, che nel 2005 cominciava l’attività con il primo corso di Shiatsu.
Il progetto di promozione delle discipline e del benessere olistico, a Bergamo, dei fondatori Renato Calegari, Maurizio Curtaz e Mario Tommesani (nella foto di apertura con Barbara Rizzi, quarta colonna del sodalizio) prendeva forma dopo che i tre avevano condiviso un corso triennale di Shiatsu e, a seguire, seminari, master e aggiornamenti con i più importanti maestri italiani e stranieri. «L’amicizia con Renato e Mario – ricorda Curtaz, responsabile della didattica della Fonte – compie 25 anni. Anche questo è un compleanno molto importante perché segna il cammino di crescita che tutti e tre abbiamo fatto nel rispetto delle differenze di ciascuno e nella stima reciproca. A legarci è un’amicizia solida, nata e rafforzata ogni giorno dallo Shiatsu».
Ripensando agli esordi e al significato dell’anniversario, Curtaz prosegue: «I vent’anni di matrimonio sono detti “Nozze di porcellana”. È un’immagine che bene si addice alla nostra storia. La porcellana è bellissima, ma anche fragile. Noi eravamo così, “ragazzi” fragili con un sogno bellissimo. Siamo cresciuti e ci siamo rafforzati grazie al sostegno di tutti coloro che abbiamo incontrato e allo staff che ci ha supportato. La ricchezza non è data tanto dia numeri ma dal lato umano, dalle grandi e piccole soddisfazioni ricevute dalle persone in questi anni». «In questa giornata di festa – sottolinea – guardo a chi è con noi e penso che non sia qui per caso. Chi c’è oggi è il risultato di ciò che siamo e che siamo diventati, ma anche di tutti coloro che sono passati prima dalla scuola».
In vent’anni anche il messaggio, l’obiettivo della scuola è cambiato. «Abbiamo scelto il nome “LAFONTE” - ricorda Curtaz – per indicare un’opportunità per abbeverarsi, trovare refrigerio e ristoro lungo il percorso alla ricerca di sé. Oggi penso che sia soprattutto una “fonte di trasformazione”. Lo è stata per la mia vita, salvata, arricchita, cambiata, passando anche attraverso fatiche e sofferenze, non solo gioie e gratificazioni, naturalmente. Può esserlo anche per chi ha scelto di frequentare i nostri corsi». E facendo un paragone con l’esperienza che tutti hanno avuto sui banchi di scuola, «penso siamo d’accordo – spiega – sul fatto che gli insegnanti che hanno lasciato il segno siano quelli che hanno fatto lavorare di più. Credo che capiti anche nelle nostre aule. Certo, c’è il piacere di stare insieme, ma anche lo stimolo continuo a guardare dentro di sé, a vedere cosa c’è davvero e mettersi in discussione, non senza sforzo e difficoltà, per andare in quella direzione».
(fotografie di Claudio Coppola. Album sulla pagina Facebook)


