Mario Tommesani, presidente e fondatore con Maurizio Curtaz e Renato Calegari della scuola, risponde alla domanda lanciata dal primo evento collettivo dedicato alla disciplina
Domenica 13 giugno 2021 si celebra la prima Giornata Internazionale dello Shiatsu, un evento collettivo, senza distinzione di stili e sigle, che vuole portare attenzione sull’arte di “premere con le dita” e sul suo valore in termini benessere, relazione e armonia.
L’iniziativa chiede a scuole, associazioni, operatori e anche a chi i trattamenti semplicemente li riceve «Cos’è per te lo Shiatsu?» invitando a condividere pensieri e immagini con l'hashtag #internationalshiatsuday
Ecco il pensiero di Mario Tommesani, presidente della scuola LAFONTE e fondatore con Maurizio Curtaz e Renato Calegari di questo progetto che ogni giorno regala nuove consapevolezze e nuovi orizzonti.
Io, Maurizio e Renato ci siamo conosciuti grazie allo shiatsu.
Ci siamo incontrati più di 20 anni fa attorno a quest’arte e intorno a quest’arte siamo cresciuti come persone, abbiamo realizzato la nostra “tensione vitale”. Abbiamo imparato a “premere” nella vita (come direbbe il nostro amico Enrico), non solo nella capacità di realizzare un progetto ma nella capacità di “sentirlo”, di ascoltarne e accompagnarne i movimenti profondi, di riconoscere i nostri cambiamenti, le nostre fragilità e i nostri punti di forza.
Il corpo non mente, non sa mentire e lo shiatsu praticato in hara e col cuore ci accompagna nella sua verità e nelle sue profondità anno dopo anno, pratica dopo pratica, sempre nuovo, sempre diverso da come potremmo immaginarlo, insegnandoci a rimanere aperti, a non chiudere ma ad aprire alle sorprese dell’incontro con l’altra persona su cui le nostre mani danzano un passo a due a volte inspiegabile, a volte imperscrutabile ma sempre sincero, sempre onesto e preciso nei gesti cadenzati o nelle pause dove il tempo pare sospendersi.
Qualche volta è anche duro perché è schietto, è leale, non mente e non fa sconti né all’operatore e né a chi lo riceve. Ti racconta per come sei, non per come vorresti essere, ma non ti lascia solo, ti accompagna al cambiamento, ti aiuta a muoverti.
Come operatore quello che desideri diventare lo raggiungi pressione dopo pressione, pratica dopo pratica negli anni… allora sì, si aprono orizzonti impensabili all’inizio del percorso. Perché ogni pratica è uno scambio e l’operatore cresce e incontra se stesso senza veli, senza maschere. Così ogni anno scopriamo qualcosa di nuovo di noi e di chi condivide questo mondo con noi. Ogni anno navighiamo in spazi umani nuovi e sorprendenti. Per questo ogni anno Maurizio, Renato ed io ci prendiamo un tempo per raccontarci di noi con lo stesso sentito e la stessa verità che lo shiatsu ci ha insegnato.